“U Paraninfu” – Commedia di Luigi Capuana


Data / Ora
27/02/2016
10:30

Luogo
Palauxilium

Categorie


“Il Paraninfo”, novella di Luigi Capuana: le peripezie del cuore e della mente

La novella originariamente compare per la prima volta il 12 aprile 1903 sul “Fanfulla della Domenica”. La vicenda del paraninfo è tutta concentrata sul suo significato. Infatti originariamente con la parola paraninfo veniva indicato una persona fidata, un amico di famiglia che aveva il compito di accompagnare la sposa nella nuova casa oltre a partecipare alla funzione del matrimonio.
Con la novella di Capuana trasportata successivamente nel testo teatrale, il paraninfo assume il compito di ricercare la “sposa” a quelle persone a secondo il suo parere tentavano di sottrarsi al matrimonio. Matrimoni basati sulle doti delle promesse spose o sposi e che sono così comminati a non durare con grande ira delle parti coinvolte.
Capuana cerca di narrare le peripezie della mente e del cuore, le contraddizioni e le contraddizioni dell’ostinato Paraninfo che perviene dopo, dopo lungo penare all’amaro risultato e difficoltà a suo dire di fare il bene dei compaesani ingrati nei suoi confronti.
La rappresentazione teatrale risale al 12 maggio del 1914 al “Teatro Mastrojeni“ di Messina, la commedia è affidata alla “Compagnia comica del Cav. Angelo Musco” e in breve tempo dai teatri della Sicilia approda nei principali teatri italiani.
Nel testo teatrale “Lu Paraninfo” si compone dei seguenti personaggi: Don Pasquale Minnedda, Brigadiere di Finanza in riposo (riveste i panni del personaggio principale, in quanto è lui il Paraninfo), il professor Barresi, il tenente Rossi, don Ancilu Vajana, Alessi, Calenna, Cutugnu, Lu Zi’Ninu, Donna Rosa Minnedda, Donna Paola Vajana, Donna Vennira Matamè, Donna Ricca Matamè, Cuncittina, Cummari Tina, Ntonia, Nzula, La Za’ Carmenia.
Il Paraninfo nella sua storia teatrale e cinematografica è stato interpretato dai più grandi attori: Angelo Musco è stato il primo a portarlo nel teatro e interpretarlo per il cinema nel 1934, Michele Aruzzo al “Teatro Musco” Catania nel 1961, Turi Ferro “Teatro Stabile di Catania” nel 1971, fino ad arrivare al 2003 con il grande Enrico Guarneri.
La tragedia del fallimento del Paraninfo si completa nelle battute finali “passari ppi pupu”, il pupo nella tradizione siciliana è la marionetta che recita la parte assegna e in un certo tal senso non vuole fare questa fine poco onerosa per lui e da qui prendono atto le ultime battute con un tono quasi comico:

“In America!… Il Paraninfo siciliano! Sissignori! Lasciatemi fare… Andiamo! E dirò come quello Me ne vo’ andare poi lontano tanto, Che sapere non l’ha neppure il vento!”.

Fonte: Articolo di Rosario Tomarchio su Oubliette Magazine

Riferimento: Circolare n. 170